Un week-end da paura

28.10.16 0 Comments A+ a-


Finita l'estate che porta con sè le tanto agognate vacanze, bisogna ancorarsi ad altre certezze per sopravvivere fino a Natale. E in questi ultimi anni ci è venuta in soccorso una festa importata dall'Ammeriga che noi abbiamo fatto bellamente nostra pur di avere una scusa per far bisboccia.
Sì, lo ammetto, non sono una grande fan di Halloween. Forse perché mi sembra una specie di Carnevale rivisitato o forse perché sono una nostalgica che vuole ricordarsi questi giorni come quelli in cui si accompagnava la nonna al cimitero, anche se poi doveva portare i crisantemi a tutti quelli che aveva conosciuto in vita e capite che a 'na certa iniziavano ad essere davvero tante le tombe da visitare. 
Senza contare che per me il vero terrore non è rappresentato da zombi e fantasmi, ma dalla possibilità di dovermi travestire per andare in discoteca o ad una qualsiasi festa che implichi socializzazione col genere umano.
Brrrrr che paura!
L'anno scorso però mi è capitato di essere a Rimini durante le vacanze di Natale e nel frattempo che mi aggiravo fra i vari borghi, di cui vi parlerò perché meritano davvero, mi sono imbattuta in una storia splatter che ha catturato la mia attenzione. E la storia era quella di Azzurrina.
Guendalina o Adelina, figlia di Ugolinuccio o Uguccione di Montebello, feudatario di Montebello di Torriana (RN), si dice fosse una bambina albina e poiché la superstizione popolare dell'epoca collegava l'albinismo con eventi di natura diabolica, la madre decise di tingerle periodicamente i capelli di nero. Tuttavia, dato che li tingeva con pigmenti di natura vegetale estremamente volatili, questi, complice la scarsa capacità dei capelli albini di trattenere il pigmento, avevano donato alla bimba riflessi azzurri come i suoi occhi e dato origine al soprannome di Azzurrina appunto.
A causa di questo fatto il padre, per proteggerla dalle dicerie e dal pregiudizio popolare, decise di segregarla in casa sorvegliata sempre da due guardie, Domenico e Ruggero.
Fino al 21 giugno del 1375 quando Azzurrina, giocando nel castello di Montebello con una palla di stracci mentre fuori infuriava un temporale, scomparve. Secondo il successivo resoconto delle guardie la bambina avrebbe inseguito la palla caduta dalla scala all'interno della ghiacciaia sotterranea nell'intento di recuperarla. Avendo sentito un urlo, le guardie sarebbero accorse nel locale entrando dall'unico ingresso, ma non avrebbero trovato traccia né della bambina né della palla e il suo corpo non sarebbe stato mai più ritrovato. Il temporale sarebbe poi cessato con la scomparsa di Azzurrina.
Ora la leggenda vuole che il fantasma della bambina sia ancora presente nel castello e che torni a farsi sentire ogni cinque anni, in concomitanza con il cadere del solstizio d'estate.
Ah però.
Certo è che la vicenda, per quanto affascinante, non sarebbe oggi così popolare se non fossero anche state fatte delle ricerche da parapsicologi al fine di catturare rumori e voci tramite registratori audio ad attivazione sonora o non fosse stato perfino scomodato il sommo ed unico Piero Angela a ritenere credibile la presenza di Azzurrina nel castello, di cui capirete questa storia ha fatto la sua fortuna. Infatti dal 1989 è stato inserito tra i monumenti nazionali italiani e, restaurato dai proprietari, è ora aperto al pubblico. 
E indovinate? 
Pagando potrete fare anche una visita in notturna ed ascoltare le registrazioni. 
Eccallà che vi ho lanciato l'idea per Halloween.